Telefono Azzurro e Urban Vision uniti contro bullismo e cyber bullismo

“Quello che subisci da piccolo, può segnarti tutta la vita”. E’ il messaggio che si erge su Palazzo della Cancelleria a richiamare l’attenzione sulla campagna di “Telefono Azzurro” per fermare il bullismo, sempre più diffuso nel Paese. “Il bullismo è un fenomeno pericoloso per bambini e adolescenti, con ripercussioni anche a lungo termine per chi lo subisce – ha affermato il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo -. Basti pensare che il 10% delle vittime di bullismo tenta il suicidio e il 30% compie atti di autolesionismo. Gli episodi di questo tipo, nel 68% dei casi, accadono nel contesto scolastico, ma solo un bambino su cinque informa un adulto di esserne stato vittima. Per questo motivo è fondamentale rompere il silenzio che circonda le vittime facendole sentire, in molti casi, ancora più deboli e isolate”.

Fino al 31 gennaio il prestigioso edificio rinascimentale di Roma ospiterà l’iniziativa volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza giovanile, su uno spazio concesso gratuitamente da “Urban Vision”, eccellenza nel settore del fund raising finalizzato al recupero architettonico del patrimonio artistico italiano. Una questione fin troppo attuale, dati gli ultimi casi di cronaca, che preoccupa non solo per le conseguenze fisiche, immediatamente visibili sulle vittime di bullismo, ma anche per i danni psicologici, ben piu’ profondi per chi subisce da bambino un atto di violenza. “Abbiamo voluto dare il nostro contributo attraverso questa preziosa partnership, per la quale ringrazio il Presidente Caffo, con l’intento di unirci a coloro che quotidianamente sostengono la lotta al bullismo – ha commentato Gianluca De Marchi, Presidente di Urban Vision -. E’ per noi motivo di grande orgoglio e soddisfazione ospitare questa campagna, nella speranza che l’appello di Telefono Azzurro non rimanga solo uno slogan su una maxi affissione, ma possa davvero risvegliare la coscienza su un fenomeno sottovalutato che riguarda tutti, non solo i piu’ giovani”.