Obelisco Flaminio

Roma | Piazza del Popolo

L’obelisco Flaminio, dal nome dell’antica via Flaminia, che origina dal piazzale adiacente, è il secondo più antico di Roma.

Situato al centro di Piazza del Popolo, l’obelisco è alto metri 23,20 e reca i geroglifici di Seti I (1304 a.c., secondo faraone della XIXa dinastia, definito “colui che riempie Eliopoli di obelischi perché i loro raggi possano illuminare il tempio di Ra” ) che ne prelevò i materiali dai monti di Assuan. L’impresa fu portata poi a termine da Ramesse II (suo figlio), che lo eresse a Heliopolis.

Fu il primo obelisco ad essere trasferito a Roma, al tempo di Augusto (nel 10 a.C.), per celebrare la conquista dell’Egitto: come simbolo del Sole (fu conservata la dedica al Sole – soli donum dedit) , venne collocato nel Circo Massimo (dove 350 anni dopo sarà affiancato dall’obelisco Lateranense). Venne poi abbattuto dai Goti condotti da Re Totila nel 547 d.C.

L’obelisco venne dunque innalzato nuovamente in piazza del Popolo, per ordine di Sisto V, il 25 marzo 1589. Il lavoro fu portato a termine da Matteo da Castello. Ai suoi piedi si trovava la fontana del Trullo, opera di Giacomo Della Porta, oggi in piazza Nicosia. Nel XIX secolo, la piazza fu infatti completamente trasformata dal Valadier. Il quale le conferì una scenografia quasi perfetta, con quella grandiosa forma ovale tra i due vasti emicicli, rivestendo S.Maria del Popolo di una struttura neoclassica per adattare la sua facciata meridionale al resto della piazza. Il Valadier sostituì inoltre la precedente fontana del Trullo con le quattro attuali vasche rotonde di travertino, sormontate da altrettanti leoni di marmo bianco e di stile egizio, dalle cui bocche esce l’acqua a ventaglio.