Quei cartelloni pubblicitari ecologici che assorbono lo smog del traffico

17 marzo 2017 - Rassegna Stampa

Accusati per anni di deturpare la città, additati come i responsabili dello scempio tra i palazzi della capitale, giungla di impianti senza regole e spesso abusivi, i maxi-cartelloni pubblicitari diventano ora “virtuosi”. Continueranno a occupare ponteggi e pannelli in ogni quartiere, ma almeno dovrebbero contribuire a ridurre l’inquinamento atmosferico.

Nelle scorse settimane la società Urban Vision ha installato in città alcune affissioni sulle facciate in restauro del Palazzo della Cancelleria (nei pressi di corso Vittorio Emanuele) e in piazza del Parlamento. Pannelli realizzati con una speciale membrana chiamata “Breath” e realizzata dall’azienda Amotech, specializzata in tecnologia ambientale.

Questa membrana viene montata sui ponteggi, sui cantieri di restauro o dei lavori di riqualificazione urbana per poi essere ricoperta dall’immagine pubblicitaria. Si tratta di una sorta di stoffa in grado di assorbire, trattenere e disgregare le molecole inquinanti, riducendo così la concentrazione di smog e di veleni presenti nell’atmosfera. E infatti le maxi-affissioni sperimentali riportavano messaggi ironici e d’impatto, come “questa pubblicità non vende macchine, ne fa sparire 395mila”.

Terminata la fase sperimentale (gli impianti presenti a Roma sono stati smontati nei giorni scorsi), l’azienda Urban Vision si prepara ora a sostituire le pubblicità presenti in tutta la capitale. «Entro il 2018 tra Roma e Milano copriremo un’area totale pari a più di trentuno mila metri quadrati» fa sapere l’azienda. Dalle proiezioni effettuate dall’Università delle Marche risulta che in città su una superficie di 18.700 metri quadrati di tessuto Breath lo smog eliminato è pari a quello emesso da oltre due milioni di auto diesel e cinque milioni di vetture a benzina. In pratica, sarebbe come togliere ogni giorno dalla strada più di ventimila auto delle 160mila che circolano quotidianamente sul raccordo anulare. Numeri importanti che fanno sperare gli ambientalisti e i cittadini, stanchi delle domeniche senz’auto e degli interventi spot del Comune contro le polveri sottili.
«Vogliamo contribuire a migliore l’ambiente e con questa tecnologia innovativa intendiamo tutelare la salute delle persone dagli effetti nocivi dell’inquinamento » dice Gianluca De Marchi, presidente di Urban Vision. «La membrana “mangia smog” può essere utilizzata in ogni cantiere — prosegue — offrendo così una protezione dalle polveri sottili per tutti coloro che transitano in quella strada e nelle aree limitrofe, ma anche per gli operai che lavorano nei cantieri e le persone che abitano negli edifici in restauro ».
Le maxi-affissioni nei prossimi mesi saranno installate sui ponteggi di varie zone, tra cui via Astalli e la Scala Santa