La bellezza svelata di San Pasquale Baylon

Urban Vision prosegue la propria campagna a sostegno della bellezza, finanziando il restauro delle preziose pale settecentesche ospitate nella storica chiesa di San Pasquale Baylon a Trastevere, Roma.

La Sacra Famiglia (dipinto da Francisco Preciado De La Vega fra il 1745 e il 1747) e San Diego d’Alcalà (dipinto da Giovanni Sorbi fra il 1745 e il 1756), queste le opere selezionate per un restauro non solo aperto, ma diffuso, con gran parte delle operazioni svolte a pochi metri dalla chiesa stessa, in via San Francesco a Ripa.

Una sperimentazione scaturita dal desiderio di favorire l’inclusione e la partecipazione da parte del pubblico alle varie fasi del restauro, valorizzato tra le strette strade dello storico quartiere romano nella sua dimensione più artigianale.

velinatura - San Diego d'Alcalà in preghiera di Giovanni Sorbi_2
Dopo mesi di lavoro, le pale sono tornate doppiamente alla vita: svelate dal tocco sapiente dei restauratori e riscoperte dal quartiere e dai suoi abitanti in un luogo sospeso tra storia e passaparola, dove le leggende su San Baylonne ‘protettore delle donne’ riecheggiano ancora nelle filastrocche che si perdono tra i vicoli.

Il progetto di restauro

Per consentirne il restauro, le opere pittoriche sono state smontate dagli altari. Le operazioni di restauro sono state anticipate dall’osservazione ravvicinata (luce naturale, luce artificiale radente, luce ultravioletta) e dall’analisi dei dipinti sia relativamente alla tecnica esecutiva che allo stato di conservazione e supportate da documentazione fotografica ad alta definizione.

La pulitura dalla vernice non originaria è stato effettuato con solventi specifici, previa l’esecuzione di saggi. In presenza di porzioni pittoriche decoese, la pellicola è stata salvaguardata impiegando termocauterio e resine termoplastiche. Rimossa la vernice ed effettuato il preconsolidamento, si è proceduto con i test di solventi, anche basi, in vista della pulitura delle superfici cromatiche, al fine di verificare l’efficienza e la compatibilità dei solventi testando la tenuta del pigmento e del medium. Sono state rimosse soltanto le superfici e le concrezioni non coeve all’opera, probabili deiezioni di insetti, rimanenze di colle organiche e inorganiche. Le porzioni ridipinte con colori irreversibili sono state eliminate con bisturi e specilli, previo consenso dell’Alta Sorveglianza.

Dettaglio San Diego d'Alcalà in preghiera di Giovanni Sorbi_2

Le tele sono state trattate ulteriormente con ammonio quaternario e/o simile per impedire futuri attacchi di microrganismi e/o patine biologiche. La tele originali sono state imbibite con colletta (opportunamente diluita) per nutrire e consolidare il supporto, la preparazione e la pellicola pittorica. Al termine di questa operazione è stato possibile foderare. Concluse le fasi di foderatura, è stato possibile eseguire la “velinatura” delle opere. I telai lignei sono stati sottoposti a trattamento disinfestante contro gli insetti xilofagi con permetrina stesa a pennello. Successivamente sono stati consolidati, stuccati e verniciati. Quindi le tele dipinte sono state nuovamente rimesse in opera sui telai originali previa applicazione di tiranti angolari a vite in acciaio inox. I telai fatiscenti sono stati sostituiti con simili telai mobili in legno.

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I dipinti sono stati rimessi in opera sul telaio, sottoponendoli a una prima verniciatura a pennello con vernice sintetica specifica. Le lacune sono state reintegrate con stucco composto da gesso di Bologna e colla di coniglio, composto caratterizzato da reversibilità e dall’elasticità necessaria ad accompagnare le dilatazioni termiche dei dipinti. Sono state pigmentate con colori somiglianti alla preparazione pittorica originale. I risarcimenti materici sono stati levigati e trattati come le superficie confinanti. Per le reintegrazioni pittoriche sono stati impiegati colori reversibili ad acquarello e vernice, con tecnica a tratteggio, reintegrazione mimetica o puntinato.